Perché la consultazione

Il servizio pubblico radio-televisivo è presente in tutti i paesi europei.

Se guardiamo al passato esso probabilmente rappresenta il contributo più originale che l’Europa ha offerto alla storia della televisione.

Se guardiamo al futuro il processo di convergenza tra tv, Internet e telecomunicazioni sta trasformando le modalità di distribuzione e consumo dei contenuti audiovisivi: occorre pertanto interrogarsi sulle ragioni, sull'organizzazione e sul perimetro del “servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale”.

Nel 2016 scade la Convenzione tra lo Stato e la Rai. In questa occasione, come previsto dalla legge 220/2015, per la prima volta il Ministero dello Sviluppo Economico ha organizzato una consultazione pubblica e aperta a tutti i cittadini.

Per troppo tempo il tema della riforma del servizio pubblico è stato monopolio degli “addetti ai lavori”. L’obiettivo di questa consultazione, invece, è di dare la parola innanzitutto al cittadino che paga il canone, vero azionista del servizio pubblico.

Con la collaborazione tecnica di Istat è stato elaborato un questionario aperto alla partecipazione di tutti i cittadini che, per la prima volta, potranno esprimere la propria opinione sul servizio pubblico del futuro. Il questionario sará online per 45 giorni fino al 30 giugno 2016.

Le risposte, analizzate in forma aggregata e anonima, formeranno, insieme con le proposte prodotte dai tavoli tecnici, la base per la stesura della relazione che accompagnerà la nuova bozza di Convenzione tra lo Stato e la Rai.